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L’andamento della filiera italiana del legno, mobili e illuminazione per il 2021

 

Filiera italiana legno, mobili e illuminazione ottimistica per il 2021

 

Dopo la contrazione del 7,8% nel 2020, le vendite totali a livello mondiale dovrebbero raggiungere i 564 miliardi di euro entro il 2026, quasi 50 miliardi di euro in meno rispetto alle stime pre-Covid.

La Cina è stata ancora una volta il primo attore mondiale nel 2020, con una quota di mercato del 39,4%, davanti agli Stati Uniti con il 13,6%; in Europa Italia e Germania primeggiano, con quote di mercato del 4,7% ciascuna

Le vendite complessive delle maggiori aziende italiane sono diminuite dell’8,2% nel 2020, con performance solide nei mobili cucina (-4,5%), sedie, tavoli, accessori (-3,4%) e mobili da bagno (-1,1%); ma è stato un anno negativo per i produttori di illuminazione (vendite totali -13,1%) e divani/poltrone (-12,5%)

Tuttavia, per il 2021 è prevista una forte ripresa, con vendite totali destinate a crescere dell’8,7%; Anche il 52,5% delle aziende prevede aumenti degli investimenti

Vendite totali in aumento a livello globale ma ancora lontane dai livelli pre-Covid

La produzione globale di mobili per uso domestico e professionale nel 2020 registra una riduzione del 7,8%, registrando un fatturato totale di 443,2 miliardi di euro (prezzi di fabbrica).

La ripresa del settore prevista nel 2021, compreso il riallineamento con i tassi di crescita di lungo periodo per gli anni successivi (3-4%), dovrebbe portare la produzione mondiale a 491 miliardi di euro nel 2022 e a 564 miliardi di euro nel 2026.

La Cina è stata il maggior produttore nel 2020, con un fatturato totale di circa 175 miliardi di euro, pari al 39,4% della produzione globale. In secondo luogo, molto indietro, gli Stati Uniti con 60,4 miliardi di euro (13,6%). L’UE-28 (compreso il Regno Unito) ha registrato un fatturato aggregato di 107,9 miliardi di euro, ovvero il 24,3% del totale mondiale. All’interno dell’aggregato europeo, l’Italia ha condiviso il primo posto con la Germania, con un fatturato totale di 20,7 miliardi di euro (quota di mercato del 4,7%), davanti alla Polonia che ha registrato un fatturato di 13,5 miliardi di euro (3%) e il Regno Unito di 7,8 miliardi di euro ( 1,8% della produzione mondiale).

L’Italia è il terzo esportatore all’interno dell’UE nella filiera del legno, del mobile e dell’illuminazione, con il 15,5% delle esportazioni totali, dietro a Germania (18,2%) e Polonia (16,6%). A livello globale l’Italia è il quarto esportatore, dietro agli stessi due competitor europei che a loro volta si collocano al di sotto della Cina, che domina la classifica con poco meno del 40% dell’export mondiale.

L’Italia alle prese con sfide in termini di competitività e sostenibilità

La filiera italiana del legno, del mobile e dell’illuminazione è impegnata nell’affrontare diverse problematiche strutturali che richiederanno diversi anni per essere affrontate a pieno. Le barriere all’ingresso relativamente basse in questo segmento hanno fatto sì che i produttori occidentali, tra cui l’Italia, abbiano dovuto ottimizzare i costi aumentando allo stesso tempo la qualità e l’esclusività dei loro prodotti e migliorando la sostenibilità in termini di consumo di risorse naturali. Se la sensibilità alle problematiche ambientali si diffondesse, ciò potrebbe portare a una tendenza ad allungare la vita utile dei mobili, richiedendo una maggiore disponibilità da parte dei produttori a fornire assistenza post vendita in termini di manutenzione (rifacimento) e fornitura di pezzi di ricambio parti.

Andamento del settore italiano

Le 475 aziende italiane leader hanno realizzato un fatturato complessivo aggregato di 24,2 miliardi di euro nel 2019, di cui 20,2 miliardi di euro dai produttori e 4 miliardi di euro dai distributori.
La maggior parte delle aziende è localizzata nel Nord-Est (226 imprese).
In termini di specializzazione, il legno ei derivati ​​del legno hanno rappresentato un fatturato di 3,8 miliardi di euro, mentre, tra i prodotti finiti, il segmento che ha generato il maggior fatturato è stato quello delle sedie, dei tavoli e degli accessori, con un fatturato complessivo di 4,2 miliardi di euro.

Le aspettative delle imprese italiane

Per il 2021 il 79,2% delle aziende prevede che le proprie vendite crescano di oltre il 5% e il 47,5% si aspetta che i propri ricavi crescano di oltre il 10%.

Complessivamente la ripresa è stimata all’8,7%, superiore per il mercato interno (+9,7%) rispetto all’export (+7,6%). I prodotti di fascia alta si aspettano di fare meglio del segmento del mercato di massa, vedendo una crescita delle vendite del 9,4% rispetto all’8,5%, mentre i produttori di living & sleep e produttori di legname grezzo e semilavorati prevedono una crescita a due cifre, di 12,6% e 11,1% rispettivamente.

Il legno è flessibile. Aggettivo che ricorre nelle parole di chi, per business, di legno si occupa. Flessibile. E così tutti stimano che da quest’anno gli affari scatteranno come l’asse di un trampolino. “L’industria del legno è di fronte a un ciclo di sviluppo molto positivo e stabile, determinato da un cambio di mentalità del consumatore e dai bonus governativi”. Parole di Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli leader europeo del settore.

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