A novembre 2024, il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 5,7%, il valore più basso mai registrato dal 2004, anno di avvio delle serie storiche ufficiali. Questo dato positivo segna un traguardo importante, ma gli ultimi numeri dell’Istat rivelano una fase di assestamento nel mercato del lavoro, con una lieve contrazione occupazionale rispetto ai mesi precedenti.
Stabilità nell’occupazione e incremento degli inattivi
Nel mese di novembre, l’occupazione ha registrato una flessione dello 0,1% su base congiunturale, dopo aver raggiunto il suo massimo. Sebbene il numero di occupati resti elevato, il mercato mostra segnali di stabilizzazione, dopo anni di crescita. Un aspetto negativo riguarda la disoccupazione giovanile, che è aumentata al 19,2%, (+1,4%), a causa della conclusione dei contratti stagionali estivi. In parallelo, il numero degli inattivi è cresciuto, arrivando a rappresentare circa un terzo della popolazione in età lavorativa. Questo incremento è stato limitato (+0,2%), ma coinvolge principalmente uomini e giovani sotto i 35 anni.
Crescita dell’occupazione annuale e tendenze contrattuali
Rispetto a novembre 2023, il numero degli occupati è aumentato dell’1,4%, pari a 328.000 unità. Questo aumento ha coinvolto uomini, donne e persone sopra i 35 anni. Per quanto riguarda i contratti, si segnala una crescita significativa dei dipendenti permanenti (+3,2%, pari a +500.000), degli autonomi (+2,1%, pari a +108.000), mentre i contratti a termine sono diminuiti del 9,6% (-280.000). In termini di genere, il tasso di occupazione femminile è aumentato (+0,7 punti), mentre per gli uomini l’incremento è stato più contenuto (+0,3 punti). Nonostante il tasso di disoccupazione sia storicamente basso, il mercato del lavoro italiano si trova a dover affrontare sfide legate all’inattività crescente, in particolare tra i giovani e gli uomini.
